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Dall\'alto di una fredda torre

Araceli FilmFest

Regia: Francesco Frangipane
Genere: Drammatico
Durata: 90 minuti
Biglietto:Unico €3.50

Spettacoli:

  • Giovedì
    13 Giugno
    21:00
  • Venerdì
    14 Giugno
    21:00
  • Sabato
    15 Giugno
    21:00
  • Domenica
    16 Giugno
    18:45 • 20:30
  • Martedì
    18 Giugno
    19:00
  • Mercoledì
    19 Giugno
    21:00

Trama

Elena e Antonio sono gemelli cresciuti all\'interno di una sorta di cellula invisibile che li contiene entrambi. Anzi, la cellula si allarga solo a contenere anche Michela e Giovanni, i loro genitori. Quel nucleo a quattro ride e scherza a tavola, mescola affetto e ironia, battute e frecciate. Ma Michela e Giovanni soffrono di una malattia genetica che intacca i tessuti midollari e che li ha colpiti entrambi, quasi a rafforzare il loro legame simbiotico, parallelo a quello fra i loro figli. Sarebbe dunque perfettamente simmetrico se i figli potessero, donando il loro midollo, salvare entrambi i genitori. E invece solo Elena risulta compatibile, rompendo quella simmetria che caratterizza la famiglia da sempre e che allo stesso tempo la loro forza e il loro limite. Dunque lei, e suo fratello, sono costretti a scegliere quale genitore salvare: una decisione disumana che la scienza li invita a compiere nel nome del giuramento di Ippocrate, secondo cui se anche una sola vita può essere salvata, è nostro dovere salvarla. Dall\'alto di una fredda torre è la trasposizione cinematografica della pièce teatrale scritta da Filippo Gili e diretta in palcoscenico da Francesco Frangipane, ed entrambi conservano i rispettivi ruoli anche nella realizzazione del film. Tuttavia il passaggio al grande schermo sconta un impianto che non solo rimane fortemente teatrale ma in qualche modo si congela nella premessa, senza riuscire veramente a declinarsi in tutte le sfumature di quella che è La scelta di Sophie al contrario, e altrettanto devastante. Il quartetto di interpreti è eccellente: Vanessa Scalera ed Edoardo Pesce nei panni di Elena e Antonio caratterizzano bene i loro personaggi - lei vulcanica e rabbiosa, lui schivo e solitario - nonché l\'interazione fisica ed emotiva del loro rapporto, che ha ancora qualcosa di profondamente infantile e persino di paraincestuoso: di qui la preoccupazione della madre nell\'immaginarli insieme. Anche Anna Bonaiuto e Giorgio Colangeli sono perfetti nei ruoli di Michela e Giovanni: lei più sarcastica ed egoriferita, lui più morbido e gentile. Il problema è che questi personaggi non sanno dove andare, e non perché si trovino di fatto in un cul de sac emotivo, ma perché i movimenti interni a quel dilemma dilaniante non sono realmente sviscerati, e anche la conclusione resta sospesa in quella nebbia che apre e chiude la narrazione. Tutto rimane nella fase iniziale del postulato, contrariamente a quanto succede nell\'episodio iniziale de I peggiori giorni, che è di grana ben più grossa e ha ben altri intenti narrativi, ma mostra comunque un ventaglio di reazioni più ampio. Dall\'alto di una fredda torre resta invece uno spartito con poche note che si mantiene indefinito, così come indefinita appare la \"sottotrama\" che vede Dario, il cavallo di Antonio, uscire dal recinto e perdersi nelle campagne umbre in cui è ambientata la storia, senza un vero perché e senza una direzione. Anche il rapporto fra la dottoressa che ha invitato i due fratelli a compiere la loro scelta e sua madre resta appena abbozzato. Se il tema è da tragedia greca, il film non ha la forza o l\'audacia drammaturgica dei testi dei tragediografi ellenici o il pathos straziante di William Styron, preferendo un andamento sussurrato che alla fine lascia troppe domande inevase.

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Il Caso Goldman

Araceli FilmFest

Regia: Cédric Kahn
Genere: Drammatico
Durata: 115 minuti
Biglietto:Unico €3.50

Spettacoli:

  • Giovedì
    13 Giugno
    18:45
  • Venerdì
    14 Giugno
    18:45
  • Sabato
    15 Giugno
    18:45
  • Domenica
    16 Giugno
    16:30
  • Martedì
    18 Giugno
    21:00
  • Mercoledì
    19 Giugno
    18:45

Trama

La storia vera del secondo processo a cui fu soggetto Pierre Goldman, militante della sinistra estrema francese nel 1975. Accusato di reati multipli, Goldman ammette tutti i capi d\'accusa con la veemente eccezione di quelli per omicidio, per i quali non solo si proclama innocente ma si scaglia polemicamente contro tutto e tutti nell\'aula di tribunale, rifiutando qualunque caratterizzazione moralistica della sua difficile vita.