Calendario eventi

Marzo2026

Martedì

24

Marzo 2026
L M M G V S D
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
Locandina

Wild Days

Araceli FilmFest

Regia: Yohan Guignard
Genere: Documentario
Durata: 82 minuti
Intero:€7.00
Ridotto:€6.00

Orari spettacoli:

  • 21:00

Trama

Quattro amici hanno un’idea folle: vivere 50 giorni in completa autonomia nel cuore dell’Alaska, attraversando il massiccio del Denali. Wild Days si muove al ritmo di un diario di bordo, raccontando un viaggio in cui l’amicizia si inventa ogni giorno e si misura con la fatica, il silenzio e la vastità della natura. Qui, il tempo si dilata, i gesti diventano essenziali e gli spiriti sembrano librarsi nell’immensità.Partendo dal piccolo villaggio di Kantishna, a nord del Denali, i quattro caricano sulle proprie slitte da 110 kg tutto ciò che serve per sopravvivere e affrontano oltre 500 chilometri di traversata, a piedi, con gli sci e in packraft, fino all’oceano Pacifico. Nessuna via tracciata, nessun supporto esterno: solo il ritmo del corpo e della montagna, in un’immersione totale nella natura selvaggia.

Locandina

La mattina scrivo

Araceli FilmFest

Regia: Valèrie Donzelli
Genere: Drammatico
Durata: 92 minuti
Intero:€7.00
Ridotto:€6.00

Orari spettacoli:

  • 19:00

Trama

All\'età di quarantadue anni, Paul Marquet lascia il lavoro di fotografo, che ha assicurato a lungo il suo benessere e quello della sua famiglia, per fare lo scrittore. Rimasto single, si ritrova a fare i conti con la necessità di guadagnare il minimo per vivere, proteggendo però il tempo necessario alla scrittura, processo di per sé lento e incerto, per il quale non esiste una formula magica. Ed è proprio di questo che parla il quinto lungometraggio di Valérie Donzelli, del fatto che non ci sono soluzioni win-win, per dirla con la lingua della presunta praticità: la libertà costa cara a chi non nasce privilegiato; fare quello che si ama, seguire la propria vocazione, anche se esclusivamente auto percepita, vuol dire rinunciare a moltissimo. Attraverso la delicatezza dei tratti, dei gesti, della voce del suo protagonista assoluto, Bastien Bouillon, il film racconta che la povertà e la solitudine non sono condizioni romantiche ma dure. Come lo è la fatica fisica, eppure il bisogno di porsi in ascolto di sé, la ricerca di un modo di essere nel mondo che ci appartenga e ci permetta di riconoscerci in quello che facciamo, sotto la marea di bisogni indotti e di diktat socialmente radicati, non è un lusso ma un\'esigenza umanamente comprensibile, che può essere perfino pericoloso ignorare.