
Inland Empire - L\'impero della mente
Araceli FilmFest
Orari spettacoli:
- 20:30
Trama
Un\'esperienza. Inland Empire di David Lynch non è un film organico, lineare, comprensibile, con un inizio e una fine definibili tali, ma è innanzitutto un\'esperienza sensoriale. Un flusso di pensiero libero di un artista, che non richiede spiegazioni, ma solamente intuizioni, emozioni personali, positive o negative che siano. Si potrebbe parlare di mondi paralleli, di realtà e finzione che si fondono, si incontrano, si abbandonano, di cinema e televisione (e di pellicola e digitale), del concetto del Tempo, non sequenziale, \"random\" e assoluto. Si potrebbe anche analizzare il film nei dettagli dei frammenti che compongono la storia. Si potrebbe anche non giudicare, e semplicemente sentire, subirne il suo effetto. Inland Empire, infatti, per la lunga durata (172 minuti di Lynch, in ogni caso, mettono a prova anche i suoi fan), è uno straordinario bombardamento di immagini e suoni, ai quali lo spettatore non può non reagire. La perditadell\'orientamento che ne consegue provoca una totale apertura verso ciò che è sullo schermo, generando le emozioni a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza. Lo si può amare, odiare, rifiutare, non giustificare. Paradossalmente, in riferimento al giudizio di valutazione potrebbe valere una stella, tre stelle, cinque stelle. Il sospetto che un\'opera simile sia un divertissement di Lynch stesso, non va tralasciato. Anche se fosse, comunque, il risultato sarebbe il medesimo, perché di questi tempi uscire con una sensazione violenta, da una sala è sempre più raro.Inland Empire è un\'esplorazione, un esperimento, un varcare i confini noti e verificarne la possibilità e i limiti. Fra dieci anni, chissà, sarà considerato un capolavoro.

Vita privata
Araceli FilmFest
Orari spettacoli:
- 18:30
Trama
Lilian Steiner è una psicanalista di origini americane, perfettamente integrata nell\'ambiente della borghesia parigina, separata dal marito Gabriel e in difficoltà anche con il figlio Julien, appena diventato papà a sua volta. Rigida, nervosa, chiaramente bloccata, non ascolta più veramente i suoi pazienti. Se ne accorge il giorno in cui muore una di loro, Paula, e lei comincia a lacrimare copiosamente, incapace di tenere a bada un sintomo che non sa spiegare e che nemmeno l\'ex marito oculista è in grado di curare. La scettica dottoressa finisce così da un\'ipnotista, che la guida dentro una storia segreta, che la riguarda e la lega alla donna scomparsa. Convintasi che Paula sia stata assassinata, con l\'aiuto di Gabriel, Lilian si mette a investigare. Nome di spicco del cinema francese del presente, Rebecca Zlotowski si è fatta strada proponendo un lavoro intelligente e sensibile, ma anche accessibile; un cinema personale, ma non forzatamente di nicchia.