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Locandina

Le città di pianura

Araceli FilmFest

Regia: Francesco Sossai
Genere: Drammatico
Durata: 100 minuti
Intero:€7.00
Ridotto:€6.00

Orari spettacoli:

  • 18:15

Trama

Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Il loro obiettivo nella vita è sfondarsi di lumache e polenta e andare a bere l\\\'ultima ombra di vino: \\\"una voglia che va al di là della sete\\\". Hanno scoperto il segreto del mondo, ma da sobri non se lo ricordano, e credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio, \\\"il più premiato vincitore del Caliera Trophy\\\", ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all\\\'arrivo dall\\\'Argentina, dove si era rifugiato in attesa della prescrizione per i sui reati. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio e impara a vivere alla giornata - ma non senza una missione temporanea - come fanno Dori e Carlobianchi da sempre. Le città di pianura è l\\\'opera seconda del regista e sceneggiatore (qui con Adriano Candiago) Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta, in un Veneto che sta per essere attraversato (per meglio dire sventrato) dall\\\'autostrada Lisbona-Treviso-Budapest, e in cui gli operai vengono sfruttati per tutta la vita e congedati con estrema ipocrisia.

Locandina

Kokuho - Il maestro di Kabuki

Araceli FilmFest

Regia: Sang-il Lee
Genere: Drammatico
Durata: 174 minuti
Intero:€7.00
Ridotto:€6.00

Orari spettacoli:

  • 20:30

Trama

Nagasaki, anni \'60. Kikuo, dal viso efebico, recita come onnagata (attore maschile in un ruolo femminile) in una rappresentazione kabuki di fronte al grande attore Hanjiro, quando il padre - uno yakuza - viene trucidato davanti ai suoi occhi. Hanjiro sceglie di prendere Kikuo sotto la sua protezione e di avvicinarlo al figlio Shunsuke, anche lui aspirante attore. Negli ultimi vent\'anni Lee Sang-il ha costruito una filmografia coerente, nella sua apparente biforcazione. Da un lato l\'adattamento letterario - spesso tratto dall\'opera di Shuichi Yoshida, come in Villain e Rage - dall\'altro un\'attenzione costante verso figure marginali, identità instabili, esistenze sospese tra integrazione e rifiuto, come accadeva nel doloroso The Wandering Moon. Con Kokuho (letteralmente significa \"tesoro nazionale\"), il regista porta queste tensioni in un territorio particolarmente insidioso: quello del kabuki, forma teatrale stratificata, carica di codici e rituali, troppo spesso ridotta a mera icona estetica.